Il capostipite dello show, che presenta alla convention anche “The Secret Circle” dice che twitter serve molto a capire la reazione dei fan allo show.
Con migliaia di persone che aspettano a San Diego la Comic-Con ogni anno e dal 20 al 24 luglio l’evento si avvicina velocemente, il reporter di The Hollywood ha intervistato i grandi nomi della televisione per parlare dei loro ricordi preferiti e dei trucchi per aspettare l’attesa dell’evento.
Il commento live di THR parlerà della Comic-Con con gli attori, gli scrittori e i produttori nei giorni che porteranno all’evento, quindi continuate a seguirci per gli aggiornamenti e per le interviste.
THR: Cosa ti ricordi del tuo primo Comic-Con?
Williamson: Credo che il mio primo Comic-Con sia stato nel 1998. Allora, avevano veramente i fumetti li: tantissimi stand di libri di fumetti. C’erano anche persone in costume. Era molto divertente ed era assolutamente perfetto per me. Non avevano quelle cose dove ero cresciuto io. Ero scioccato che esistessero cose del genere, che ci fossero delle convention così grandi con tanto pubblico ed affluenza per questo. Ovviamente gli studios avevano capito che c’erano possibilità. Hanno iniziato ad immergersi sempre più a fondo nel settore mentre gli anni passavano. Ora esiste un grosso expo, cosa davvero forte!
THR: Quale è la più grande differenza che hai visto nei Comic-Con col passare degli anni?
Williamson: Gli studios hanno investito in questo settore e sono riusciti a mostrare il vero lato del loro mestiere. E’ un modo buono per i fan per interagire con loro e sentirsi coinvolti. E’ una buona interazione fra i fan e il progetto. Dove altro potresti andare per passare del tempo con spensieratezza e divertimento?
THR: Cosa ti ricordi della tua prima esperienza nel primo incontro pubblico?
Williamson: Mi ricordo che ero nervoso e sono uscito fuori e tutti mi fissavano e tutte le luci erano su di me e tutti mi facevano domande. Ero spaventato del fatto che avrei fatto la figura dello stupido. Al primo incontro al quale sono andato mi ricordo che sono andato via di soppiatto per andare a sentir parlare John Carpenter. Quello è stato il primo incontro al quale mi sono veramente seduto e ho guardato.
THR: Come ti sei sentito?
Williamson: L’ho amato. Continuavo ad alzare la mano per cercare di avere un microfono e fare delle domande.
THR: Cosa avresti chiesto se ne avessi avuto la possibilità?
Williamson: Gli avrei chiesto come faceva a raggiungere sempre dei buoni risultati perchè so che lui li raggiunge sempre con tutti i suoi film. Mi sembrava come se lui avesse sposato la sua musica proprio nel momento migliore. Era un musicista eccezionale e questo lo influenzava anche come creatore di film. Era una domanda da appassionato che avrei sempre voluto sapere.
THR: Qual è la tua parte preferita delle esperienze al Comic-Con?
Williamson: La parte migliore dei Comic-Con è vedere persone che non vedo dall’anno precedente. Sono corso incontro a Matthew Lillard l’anno scorso e non lo vedevo da 12 anni. Puoi riprendere i contatti con persone con le quali hai lavorato 10 anni prima e interagire con qualcuno che fa la stessa cosa che faccio io. Puoi passare del tempo con altri generi di persone che scrivono o recitano in altri show. E’ un tempo di divertimento perchè puoi interagire con tutti: dall’angolo della strada al percorso che ti riporta in hotel, è come al college, come un party di città nel weekend.
THR: Quali domande raccomandi ai fan di non chiedere durante gli incontri?
Williamson: C’è sempre qualcuno che fa rumore in mezzo alla gente. La peggiore domanda è quella dove la persona si alza e dice “Posso fare un provino per te? Qui c’è la mia foto e il resto”. E tu sei con 4.000 persone che parlano di VD e dici “non accadrà proprio in questo momento, tesoro”. Questa è una domanda imbarazzante. Ci sono altri modi per introdursi e farsi conoscere. Il Comic-Con non è probabilmente un posto dove il tuo talento viene notato, è un posto dove ci si diverte.
La domanda numero uno che ho ricevuto nella mia intera carriera è solitamente “cosa ti fa paura?” mi fanno questa domanda molto spesso. E’ la stessa cosa che fa paura a tutti: il buio. Un rumore nella notte. Mi spavento. Immagina cosa fa spavento a te, ed è la stessa cosa che fa spavento anche a me. Ecco come piacere al pubblico.
THR: In quale incontro staresti in fila tutto il giorno?
Williamson: Se potessi scegliere un incontro solo sarebbe True Blood perchè sono un accanito fan dello show. Loro lo sanno perchè li tampino. Succede tutte le volte.
THR: Che consiglio daresti a chi va al Comic-Con per la prima volta?
Williamson: Succede tutto così in fretta, goditelo e basta. Mi piacerebbe che più persone fossero mascherate. Ho l’impressione che il numero di persone che si mascherava fosse più alto qualche anno fa. Ora non lo fanno in molti. Spero di vedere quest’anno molti costumi pazzi.
THR: Se tu potessi essere il capostipite di un’altra serie, quale sarebbe?
Williamson: Mi piacerebbe fare un show molto dark, realistico, spaventoso e psicologico. Credo che Criminal Minds sia bello, lo guardo, mi piacerebbe fare un script, non l’ho fatto mai.
THR: Tre cose che faresti se potessi dirigere lo show di altre persone?
Williamson: Più sesso e violenza in True Blood.
THR: Quale show invece vorresti riavviare?
Williamson: Mi sarebbe sempre piaciuto far ricominciare Dark Shadows, e da un vampiro. Quello era il mio intento, fare uno show come Dark Shadows. Vampire Diaries è la mia versione di questo.
THR: A cosa stai lavorando adesso?
Williamson: Sto lavorando ad un piccolo thriller, un film di paura. Sono ancora a metà però. Devo prima finire le cose per la TV, mi sto divertendo tanto in TV perchè una volta che cominci devi continuare con quello. Quando ho un po’ di tempo libero, tornerò al film.
THR: Cosa ci puoi rivelare della terza stagione di TVD?
Williamson: Ci stiamo divertendo molto con gli Antichi, la famiglia dei vampiri originali. Elijah ha aperto un discorso e questo continuerà a portare scompiglio.
THR: Cosa hai imparato dai diari?
Williamson: Come narratore, sento sempre che questo ruolo – lo chiamo ibrido – è un po’ racconto da liceo, un po’ drammatico, un po’ familiare, un po’ vampiresco e un po’ horror. Sento come se tutti questi tipi di show quando li vedi in TV vadano troppo lenti. Mi sembra come se gli servisse dell’energia. Dopo aver visto “24 ore” per otto anni, puoi capire dove l’adrenalina in uno show possa arrivare. Io voglio portare adrenalina, melodramma, horror e storie d’amore. Non voglio che sia lento, gotico e noioso. Voglio che sia vivo, pulsante in ogni parte della storia, sia quando c’è azione che quando c’è grande emozione o amore epico. Voglio raccontare una grande, grandissima ed epica storia e sentire che i fan che la guardano con devozione lo capiscano. Spero che sempre più persone lo guardino. E’ ancora solo un piccolo show sul canale CW.
THR: Quanto rispondono trasmettendo sensazioni i fans su twitter?
Williamson: Puoi vedere sia persone che rispondono a qualcosa che persone che non rispondono a qualcosa. Hai un consenso collettivo. Puoi capire la differenza fra che cosa un fan vuole che accada e cosa non gli piacerebbe vedere. Puoi avere consenso e leggerlo. Tu lo segui e pesi ogni cosa che leggi modellando il tutto.
THR: Se tu venissi con un costume quale sarebbe?
Williamson: Sono un appassionato dell’horror e quindi sceglierei Michael Myers. Comunque mi spiacerebbe anche vestirmi da Alien almeno una volta nella vita.





































