Sense8

Sense8: dall’idea di base al successo della serie

Tra le numerose Serie TV statunitensi presentate negli ultimi anni sul mercato una delle più interessanti, per gli appassionati di Sci-fi (termine che ha il significato di “scientific fiction”), è stata Sense8, proposta per la prima volta al pubblico nel 2015.

Ad ospitarla è la piattaforma online Netflix, attiva anche in Italia proprio dal 2015. Sense 8 vede al timone i creatori della trilogia di film dedicata al mondo di Matrix, i fratelli Wachowski. Oltre ad aver portato sul grande schermo Matrix, si sono fatti apprezzare anche per Cloud Atlas, manifestando più volte l’intenzione di realizzare un progetto che potesse essere apprezzato grazie alla sua originalità.

Ad affiancarli, in Sense 8 è J. Michael Straczynski che, nel corso della sua carriera, ha realizzato opere come Babylon 5 e Rising Stars. Una volta terminata la prima stagione, lo stesso Straczynski ha confermato di aver già pronta non solo la sceneggiatura di gran parte della seconda, ma anche di aver strutturato, seppure a grandi linee, la trama fino alla sua conclusione (prevista al termine della quinta stagione).

Per quanto riguarda la regia, oltre ai fratelli Wachowski spazio a Tom Tykwer, James McTeigue e Dan Glass. Si è rivelata ottima l’idea di girare le scene in ben 8 Paesi diversi, in modo da rendere ancora più realistico il risultato finale.

L’idea di base di Sense 8

Somiglianze e differenze con Heroes

La serie vede 8 protagonisti principali che, pur non conoscendosi, abitando in luoghi molto distanti tra loro e provenendo da “background” completamente differenti, riescono ad instaurare rapidamente un intenso legame psichico; questo li porterà in breve tempo a sviluppare una connessione, sia a livello mentale che emotivo, grazie a poteri speciali.

Una volta venuti a conoscenza di tali poteri, inizieranno ad indagare sulla loro natura, dovendosi anche proteggere da misteriosi individui che vorrebbero catturarli per studiarli. Da quanto appena accennato sembra esistere più di un punto in comune tra Sense 8 e un altro telefilm di grande successo, “Heroes”.

Entrambe le Serie Tv, infatti, vedono la presenza di esseri umani con capacità sovrannaturali. Molte, ad ogni modo, sono le differenze tra i due telefilm. I poteri sviluppati dai protagonisti, ad esempio, non risultano fondamentali per l’intreccio delle vicende, finendo per non essere il vero mistero da svelare.
Nel titolo, “Sense 8″, è presente sia l’indicazione sia del numero di protagonisti che la parola “sense”. Quest’ultima deriva da “sensate”, ossia “senzienti”, delle persone in grado di connettersi telepaticamente ad altri soggetti.

I protagonisti della Serie Tv

Personaggi tormentati alla ricerca della verità

I protagonisti di Sense 8 vivono in luoghi diversi tra loro; si passa da statunitensi ad indiani, da Kenyani ad inglesi, fino a coreani e messicani. I personaggi che animano Sense 8 sono un tormentato poliziotto di Chicago (Will), un ladro tedesco (Wolfgang), una scienziata indiana di nome Kala, un attore messicano omosessuale non dichiarato (Lito), una ragazza coreana che, nel suo passato ha vissuto un rapporto contrastato con il padre (Sun), un autista di Nairobi figlio di una madre affetta da AIDS (Capheus), una giovane islandese che fa uso di droghe (Riley) e un’attivista transessuale di San Francisco (Nomi). Altri personaggi importanti nella trama di Sense 8 sono Whispers (che, pur essendo senziente, decide di dare la caccia ai suoi simili), e Jonas, che ha la funzione di guida per i senzienti.

I motivi del successo di Sense 8

La nascita di una trama originale nel mondo dei supereroi

Ad aver permesso a Sense 8 di ottenere un ottimo riscontro di pubblico già dai primi episodi è stata la capacità degli autori di reinterpretare in chiave originale la figura del supereroe. Pur avendo goduto di pareri contrastanti, in occasione del primo anniversario della Serie Tv è stata annunciata una seconda stagione, che fa seguito ai primi 12 episodi.

Ovviamente, a fornire l’idea di partenza sono stati gli eroi Marvel e DC. A sorprendere gli spettatori è stato il fatto che, pur trattandosi di un argomento esaminato al cinema più volte, soprattutto negli ultimi anni, Sense 8 è stato in grado di proporlo da un punto di vista diverso.

Una novità è rappresentata anche dall’impossibilità dei “Sensate” di rivelarsi al mondo. È proprio il desiderio di vedere se e come i protagonisti riusciranno a mantenere questo loro segreto e, soprattutto, di capire come useranno i poteri, ad avere un ottimo impatto sul pubblico. Inoltre, la Serie Tv indaga sull’influenza che la tecnologia ha sui rapporti tra le persone, portando in alcuni casi ad unirle e in altri a dividerle.

L’importanza della colonna sonora

Un aspetto spesso sottovalutato nelle serie Tv moderne

Un altro elemento che ha contribuito al successo di Sense 8 è la colonna sonora. A realizzarla sono stati i medesimi autori scelti per Cloud Atlas, ossia Johnny Klimek e Tom Tykwer. Grazie alla sintonia mostrata con il resto del cast, la musica non ha finito per rappresentare solamente un elemento di poco valore.

Infatti, tenendo in considerazione le diverse culture dei protagonisti della Serie Tv, è stata creata una colonna sonora capace di evidenziare al meglio ogni scena e protagonista associando dei testi ideali per il contesto. Un esempio è rappresentato dalla splendida “What’s Up”, tormentone del passato targato 4 Non Blondes. Molto toccante è risultata la scena che ha visto i Sensate riuniti per la prima volta, resa ancora più suggestiva dalla presenza della canzone “Baba O’Riley”.

Foto by Netflix [Public domain], via Wikimedia Commons.

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