
Fonte: George parla di The vampire diaries con la produttrice esecutiva e scrittrice Julie Plec, hanno conversato su vari argomenti tra cui anche la bellezza di Alaric.
Il primo festival della tv è stato proprio questa settimana, dove si sono celebrati alcuni tra i più importati show del piccolo schermo della televisione americana, con panel e presentazioni in grande stile. Inoltre sono stati presentati anche un nutrito numero di talenti che lavorano dietro le scene di questi grandi spettacoli. Io sono stato molto fortunato per aver trascorso qualche minuto con la fantastica Julie Plec, scrittrice e produttrice esecutiva dello show The vampire diaries, la quale mi ha permesso di scoprire qualcosa di nuovo sui personaggi, sulle sfide di adattamento, sui giochi, e ovviamente sulla bellezza di Alaric.
George: oggi sono qui con entusiasmo maggiore di quello di un fan. In un primo momento ero scettico, penso forse sia dovuto al fatto che Alaric aveva fatto solo poche apparizioni. In ogni caso, ciò che mi ha sempre impressionato da quando ho iniziato a seguire seriamente lo show, è l’equilibrio presente. Cioè parlare di cose serie senza mai prendersi troppo sul serio, senza mai cadere nel banale. È stato un equilibrio difficile da mantenere durante tutte le stagioni?
Julie: Noi abbiamo una regola che ci ricordiamo ogni volta. Ovviamente qualche volta qualche regola deve essere rotta, ma certe volte ci ha dato dal filo da torcere. Noi dobbiamo sempre tenere a mente che queste sono persone vere, realmente dei ragazzi che vivono la loro vita come i loro coetanei, ed in qualche modo noi cerchiamo di raccontare la storia sotto un punto di vista quanto più naturale possibile. Anche per quanto riguarda la magia, noi cerchiamo sempre di farla sembrare ancorata alla terra. Come avrete potuto immaginare noi rompiamo le regole, ma solo in ipotesi disperate. Ma se il nostro lavoro è sempre legato all’amore, alla famiglia, alla fedeltà, siamo certi che riusciamo a mantenere tutto sotto controllo.
La cosa più difficile che abbiamo dovuto affrontare Kevin ed io Williamson è stato mischiare il suo stile di scrittura alla Dawson’s creek con qualche sfumatura più avvincente e sfrontata da cultura pop e il mio stile insolente ed energetico molto Mean Girls. Così abbiamo dovuto accantonare il nostro particolare modo di dar voce ai personaggi, ognuno ovviamente aveva uno particolare. Se non avessimo fatto in questo così, avremmo perso le fila della narrazione. Però entrambi avevamo una consapevolezza, il nostro show doveva essere in tutto e per tutto diverso da Buffy.
G: approprosito di questo…
J: io sono una grande fan di Buffy
G: infatti, anche i più accaniti fan di Buffy non avrebbero mai voluto guardare uno show che sarebbe stato in tutto e per tutto uguale.
J: Il bello è che noi abbiamo Damon. Damon deve interpretare la nostra Buffy. Damon deve essere insolente, deve avere un gergo divertente e sarcastico, ed i dialoghi sono sempre al di sopra delle aspettative, poiché lui stesso è così impudente che la riesce sempre farla franca. Ma lo show non avrebbe funzionato se tutti i personaggi avessero avuto le stesse sue caratteristiche. Se noi vogliamo seguire i passi di Joss Whedon, che è sicuramente un maestro in queste cose, allora dobbiamo provare a differenziarci.
G: è stato difficile adattare la serie tv a quello che è scritto nel libro? È stata una decisone concordata di mettere in scena situazioni diverse da quelle del libro? Sinceramente io non ho letto i libri per cui non posso pienamente fare una comparazione, ma in alternativa posso dirti che guardando di nuovo la prima stagione mi sembrava che c’erano molte più scene del tipo “caro diario”, ma poi si è rapidamente voltato pagina
J: i libri si chiamano appunto the vampire diaries, i diari del vampiro, per cui eravamo consapevoli che avremmo dovuto inserire l’elemento del diario. Ma Kevin lo odiava talmente tanto, che non appena abbiamo iniziato lui non vedeva l’ora di eliminare tutte le parti del “caro diario”.
G: ironico
J: ad alcune persone piaceva, altre invece lo odiavano, ma era un elemento che doveva esistere. Perché siamo a The vampire diaries, il diario del vampiro. Ma noi dovevamo per forza far riferimento ai personaggi che il libro ci proponeva, alla città e all’atmosfera che il libro aveva già che creato per noi. Ma proprio in considerazione del fatto che noi non volevamo fare le stesse cose di Twilight, oppure di Buffy abbiamo subito dovuto prendere delle decisioni che contrastavano con il libro. Così abbiamo dovuto creare un mondo indipendente, una nuova storia da raccontare. Così ecco dove siamo arrivati, ma questo lo fanno nel romanzo? Penso di si? Non mi ricordo. È diverso fare gli adattamenti di alcuni famosi best-seller come Twilight oppure The hunger game perché in questo caso, noi non siamo annientati dai fan dei libri ed abbiamo molta più libertà.
G: un altro motivo per cui credo che lo show abbia avuto molto successo è la composizione di un cast di notevole talento. A che punto il cast è apparso completamente unito? Quali elementi avete dovuto ridefinire oppure cambiare?
J: quando si costruisce un pilot, hai quarant’uno minuti per costruire una storia, per introdurre dieci personaggi. Così quando invece abbiamo dovuto costruire la nostra puntata pilota, abbiamo avuto la necessità di incentrarla su solo due dei personaggi e questo voleva dire dedicare a tutti gli atri solo due minuti cerca di presentazione. Infatti, è molto difficile lasciare l’impronta di un personaggio nel pilot di una serie. La cosa divertente delle serie lunghe è che a volte i personaggi secondari, alla fine della stagione diventano dei co-leader, se non dei veri leader. Ad esempio io credo che Caroline alla fine della serie, diventerà il leader femminile dello show. Così è divertente vedere le evoluzioni di questi personaggi. Un altro esempio è quello di Tyler all’inizio della serie era un bullo senza anima, ora invece si è evoluto, è diventato più maturo tanto da avare una bellissima storia d’amore.
G: Si è vero. Tyler davvero mi infastidiva all’inizio
J: Infatti, lui è davvero un buon esempio per parlare di adattamento. Questo è un personaggio che noi sapevamo essere un lupo mannaro, proprio perché lo era nel romanzo. Ma abbiamo pensato di esplorare quest’aspetto solo dopo un po’ di tempo. Così tutto quello che abbiamo fatto all’inizio era piantare il seme “del ragazzo con problemi nella gestione della rabbia”, “questo è un bullo” e poi tutto quello che abbiamo dovuto fare è stato innestare su di lui una storia sovrannaturale. Così quando abbiamo scatenato tutti i fattori nella seconda stagione, tutto quello che era accaduto prima ha avuto senso. Andando avanti, abbiamo creato un personaggio multistrato. In fin dei conti a me piace questo personaggio, perché è sicuramente sotto molti profili un bullo, ma cosa avremmo potuto descrivere di lui in soli di due minuti?
G: Devo chiederti assolutamente qualcosa su come la storia si svilupperà per Alaric, il mio personaggio preferito. Anche qui devo confessare che non ho idea di quello che accade nel libro, così mi posso basare solo sullo show. Ma io adoro la sua progressione nella storia. Noi lo abbiamo addirittura chiamo ”il preside del club dei belli”.
J: Oh mio dio, sì. Io invece lo chiamo “l’insegnate sexy”. Lui è un grande personaggio che ci impressionato davvero tanto. Durante la seconda stagione era una costante dello show, gli è stato affidato un compito davvero molto importante, essere un cacciatore di vampiri, che si è ritrovato senza vampiri da uccidere poiché è diventato amico di Damon e poi si Stefan. Dopo di che si è innamorato di Jenna, così che cosa gli rimaneva da cacciare? Come scrittrice posso dire che abbiamo lavorato molto per dargli un nuovo assetto rispetto al punto di vista che avevamo dato di lui dall’inizio. Una delle ragioni per cui questa stagioni mi è davvero piacito il suo personaggio, è stato il modo di come è riuscito a diventare tutore dei due ragazzi, come ha esplorato il suo lato oscuro, ma soprattutto come è riuscito a sfruttare il suo lato dark e ritornare nella forma che aveva all’inizio dello show, in altre parole un cacciatore di vampiri.
G: L’ultima domanda viene da un nostro lettore, quale personaggio ti tocca personalmente? Qual è il tuo personaggio preferito e perché?
J: Siamo arrivati al punto che tutti mi toccano profondamente, io sono molto affezionata a tutti loro, proprio perché li conosco ormai alla perfezione. Questo però rende le cose più difficili per una scrittrice, poiché le storie di uno show televisivo, nascono sui conflitti, ed i tuoi personaggi devo essere sempre in conflitto per esigenze della storia. Quindi questo vuol dire che devo essere in disaccordo tra di loro. Così quando ti affezioni così tanto, vorresti solo che tutti stessero insieme. Ma questo non combacia con quelle che sono le esigenze dello show, per cui ci deve per forza essere un personaggio che fa in un modo, ed un altro che non concorda, ed un altro ancora che fa totalmente l’opposto, altri invece che rompono le amicizie e continuano per la loro strada.
G: Ma questo porta avanti uno show…
J: Esatto, infatti noi abbiamo bisogno di tutto ciò. Per questo io li amo tutti per ragioni differenti. Sono profondamente dispiaciuta per Elena che alle volte soffre. A volte quando mi metto nei panni di una diciottenne, che ha sofferto così tanto, e che ha anche così tanta forza per tirare avanti, mi sento davvero triste per lei. Lo stesso vale per Stefan, mi sento profondamente dispiaciuta per lui, che deve combattere contro tantissimi demoni che sono dentro di lui, a volte mi rendo conto che non riesce a gestirli. Così è costretto a provare gli eccessi per riuscire a trovare una via di mezzo. Amo Alaric che desidera uno scopo nella sua vita. Damon perché è così ostacolato in amore, che non è capace di trasformarlo ogni volta, in qualcosa di puro e semplice. Se riuscisse a tornare indietro nella semplicità, potrebbe essere un eroe, un bravo ragazzo. Ma lui è troppo avveduto per diventare così. Inoltre, è troppo autodistruttivo per farlo accadere da solo. Caroline poi era la ragazza che voleva solo che qualcuno che l’amasse, ed ora è diventate un vampiro da amare.
G: Lei è una delle tue preferite…
J: La adoro
G: Lei è fantastica. Io non ero molto convinto sulla sua trasformazione in vampiro, ma ha trovato davvero la sua forza.
J: Si esattamente
G: Ma allora non ci hai detto chi è il tuo personaggio preferito
J: No, io ho amato molto scrivere le scene tra Alaric e Damon, sono i personaggi che io preferisco mentre scrivo. Se c’è una storia da seguire all’interno dei vari episodi, io scelgo sempre la loro, perché mi piace molto scrivere e giocare con i loro personaggi, perché sono molto dinamici, amo la loro relazione nello show.
G: Questo è quello che possiamo rinominare un incontro nel club dei belli.
J: Si esatto, li adoro.




































