Robot chef

In Cina il ristorante è dei robot

Il primo ristorante dove non ci sono chef ma ai fornelli si sfidano i robot è stato aperto di recente a Boston. Ma è dalla Cina che parte la sfida ai maghi dei fornelli. . JD.com, uno dei più grandi colossi dell’ecommerce cinese, a Tianjin, ha osato ancora di più e ha aperto le porte al primo ristorante completamente robotizzato “XCafe”.  Ai fornelli c’è un piccolo robot e ai tavoli, a interagire con i clienti dei piccoli automi. Qui, le uniche forme di vita umana sono quelle dei clienti.

Il ristorante dei robot

La prenotazione è presa da un robot. Ad accompagnarvi al tavolo ci sarà un robot. L’impiattamento? Fatto da un robot. A gestire la cucina? Uno chef robot. Si potrebbe continuare a lungo, perché qui nel ristorante cinese non c’è traccia di presenza umana nella gestione di ogni aspetto della vita del locale.

Gli automi sono i veri protagonisti e la vostra serata speciale sarà scandita solo dalla loro presenza. Certo è, però, che al di là dei risultati della sperimentazione, anche il ristorante dei robot deve poter puntare sulle migliori attrezzature per la cucina che, grazie a portali come Allforfood.com, possono agevolmente arrivare in Cina. Gli acquisti, infatti sono fatti tutti con un semplice click.

I numeri del ristorante

Ma quanto è grande il ristorante del futuro? Un paio di numeri ci aiuteranno ad avere un’idea più precisa del lavoro che possono svolgere queste macchine: i metri quadri sono circa 400 e i coperti possono arrivare a quota 100. Intelligenza artificiale e robotica sono le vere protagoniste di questo esperimento, chiamato a dimostrare la capacità delle macchine di essere empatiche e di saper interagire in modo corretto con gli esseri umani.

Una serata al ristorante dei robot

Come si svolge una serata in compagnia di questi particolari padroni di casa? E’ tutto scandito da tempi e ritmi precisi. I robot camerieri registrano l’ordinazione e la passano subito ai robot chef che passano alla fase di preparazione. E’ poi il turno dei camerieri che dalla cucina arrivano in sala con le ordinazioni tradotte in piatti fumanti.

A questo punto, però, è richiesta la collaborazione dei clienti, chiamati ad alzarsi per andare a prendere il proprio piatto dal carrello. Grazie al sistema di mappatura a cui i robot sono legati riescono a muoversi agevolmente in sala senza incappare in ostacoli particolari e senza fare danni. Tra l’altra, grazie alla batteria ricaricabile sono sempre efficienti e “carichi”.

Il gestore del ristorante Tang Siyu, che ha commentato: “La modalità della gestione è continuo miglioramento sulla base dei commenti ricevuti dai clienti. Fino ad ora, il flusso dei clienti è stato di circa 300 persone a serata. Sono tutti curiosi di provare questa novità, e finora sono rimasti piacevolmente soddisfatti”.

Il coordinatore

In realtà, anche se non interagisce con la clientela, una presenza umana è concessa. E’ quella del coordinatore. Per ogni cinque robot, infatti, c’è una figura chiamata a gestirne il lavoro e ad assicurarsi che tutto vada nel modo giusto.

Il dipendente umano è chiamato a coordinare e gestire i piccoli robot. Piccola curiosità: come sono stati compilati i menù? Con il supporto di chef rinomati, sì chef umani, che hanno partecipato con divertimento a questa sperimentazione.

Le ricette sono circa 40 e sono state tutte personalizzate con il tocco degli chef umani. I piatti, prima dell’inaugurazione, sono stati provati e provati. Un modo per definire la temperatura perfetta, la durata e la quantità degli ingredienti.