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I piani di accumulo di capitale per la gestione del risparmio

Tra le soluzioni di investimento più indicate per la gestione del risparmio ci sono i piani di accumulo di capitale. Conosciuti anche con l’acronimo PAC, consistono nell’acquisto di quote di fondi comuni che avviene con versamenti periodici.

Rappresentano una tipologia di investimento molto utilizzata sia dai risparmiatori privati che dai professionisti. In questo articolo scopriamo cosa sono nel dettaglio i PAC e quali sono le differenze con il conto deposito e con i fondi pensione.

Cosa sono i Piani di accumulo di capitale

I piani di accumulo di capitale sono una forma di investimento che consente di ricavare nel tempo un rendimento sul denaro risparmiato, versando con una periodicità prestabilita una data somma.

In accordo con la propria banca, si procede con una cadenza che può essere mensile, bimestrale, trimestrale, semestrale o annuale, al versamento automatico dal conto corrente di una somma. Essa andrà così a depositarsi nel piano di accumulo prestabilito.

Si tratta di un investimento flessibile e molto pratico, adatto in particolare a chi preferisce versare somme dilazionate nel tempo e soprattutto non correre alcun rischio economico.

I PAC in genere prevedono il versamento di quote comprese tra i 50 e i 200 euro, che non rappresentano cifre elevate per i piccoli risparmiatori, per cui risultano essere un’ottima soluzione di investimento. Va detto che a fronte di zero rischi per il capitale investito, rispetto ad altre forme per la gestione del risparmio, il rendimento non è altrettanto elevato ma di certo è sicuro.

Un altro vantaggio pratico dei PAC riguarda la possibilità di cambiare la quota da versare, ovvero aumentarla o ridurla, bloccarne la prosecuzione e anche riscuotere l’investimento. Il tutto senza essere sottoposti a penali di alcun tipo.

Vantaggi dei piani di accumulo di capitale

I piani di accumulo di capitale sono un prodotto finanziario che ha avuto ottimi riscontri perché assomiglia molto ad una rata da versare e non richiede un investimento molto consistente in uno stesso momento.

Piacciono molto a diverse fasce della popolazione, dai più giovani alle persone di mezza età perché permettono di veicolare una somma di denaro anche ridotta. Si sceglie l’importo e soprattutto si sceglie con che periodicità versarlo, a seconda delle proprie esigenze.

Visto il successo di questo prodotto, che assomiglia molto a tanti prodotti assicurativi, gli istituti di credito e le banche ne propongono frequentemente la sottoscrizione alla clientela. Le tempistiche prevedono che le somme stabilite vengano versate per un tempo che va da un minimo di un anno fino a 40 anni, limite che però varia a seconda del fondo scelto.

Sarà l’investitore, in base ai suoi obiettivi e alle sue esigenze, a decidere per quanti anni investire e a cosa fare dei profitti ricavati al termine del periodo di investimento. Li potrà nuovamente investire nei PAC e renderli una sorta di fondo pensione oppure ritirali.

I piani di accumulo di capitale possono essere attivati con l’acquisto da un fondo attivo o dagli ETF, acronimo di Exchange traded fund. Questi ultimi sono dei fondi quotati in Borsa legati ad un indice azionario che hanno un costo ridotto rispetto ai fondi classici perché sono soggetti alle oscillazioni del mercato.

Differenza tra piani di accumulo di capitale e fondo pensione

La differenza tra il piano di accumulo e il fondo pensione è che il piano di accumulo ha più flessibilità negli investimenti, mentre il fondo pensione investe solo in titoli a reddito fisso come i titoli di stato.

Nel piano di accumulo, l’interesse guadagnato sugli investimenti è accreditato sul tuo conto EPF ogni anno, insieme al tuo contributo. Il tuo datore di lavoro può anche scegliere di contribuire con un importo corrispondente. Puoi prelevare denaro da questo conto in qualsiasi momento. Tuttavia, durante il prelievo, devi mantenere un saldo minimo di 500 rupie sul tuo conto.

In un fondo pensione, il tuo datore di lavoro trasferisce il tuo contributo a una compagnia di assicurazione sulla vita che lo investe in un numero limitato di titoli a reddito fisso come titoli di stato e buoni del tesoro per generare un reddito regolare. Non sarai in grado di accedere a questo denaro prima dell’età pensionabile.

Per vedere in pratica le differenze fra piano di accumulo e pensione integrativa, puoi guardare la tabella a questa pagina https://www.propensione.it/approfondimenti/piano-di-accumulo-cose-e-come-funziona-58655, che mostra per ciascuna voce cosa prevede ciascuno dei due piani.

Differenza tra piani di accumulo di capitale e conto deposito

Il conto deposito è un conto corrente che assicura rendimenti fissi più elevati rispetto a quelli di un classico c/c. Per ottenere una resa economica più alta e sicura non si può prima di un dato periodo ritirare le somme versate, lasso di tempo che spesso arriva ai 60 mesi.

Un’altra differenza rispetto ai PAC è che in questi ultimi i rendimenti sono massimizzati ma sono comunque soggetti ai movimenti del mercato. Nel conto deposito invece il rendimento è sempre garantito e si ottiene alla scadenza, assicurandosi anche una resa maggiore.

Si deduce quindi che i PAC rappresentano una soluzione d’investimento decisamente più flessibile perché non c’è un vincolo temporale da rispettare. Inoltre sono concepiti per poter versare anche piccole somme mentre il conto deposito, che va a scadenza temporale fissa, richiede un capitale iniziale  più consistente.

Conclusioni

I piani di accumulo sono tipicamente investimenti a lungo termine che richiedono una certa quantità di denaro da investire e hanno un basso tasso d’interesse. L’idea principale di questo piano era di permettere alle persone che non hanno molto denaro di investire per guadagnare più soldi a lungo termine.