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Vitigni italiani: quali sono i più diffusi e famosi

La coltivazione della vite in Italia ha origini molto antiche e il nostro Paese è anche quello a livello europeo ad avere la più grande biodiversità di vitigni. L’esposizione della penisola e la sua conformazione fanno sì che da nord a sud si coltivino numerose varietà di vitigni, molto di essi conosciutissimi altri di nicchia.

In questo articolo scopriamo quali sono i vitigni più diffusi, ricordando che essi si dividono in bacca nera o rossa, bianca e grigia, a seconda del colore dell’acino.

I vitigni più diffusi in Italia

La grande varietà vitivinicola italiana nasce proprio dalle numerose quantità di vitigni che l’Italia possiede, quasi tutti autoctoni. Molti di essi stavano per scomparire ma sono stati riscoperti ed oggi vengono coltivati in modeste quantità. Insieme ai vitigni più noti costituiscono un patrimonio inestimabile per la viticoltura.

Vitigni a bacca rossa

Cominciamo presentando quelli che sono i vitigni rossi più diffusi, anche se naturalmente ne esistono moltissimi altri.

Montepulciano

Anche se in molti lo associano prevalentemente alla Toscana il Montepulciano è un vitigno molto diffuso in tutto il centro Italia. Viene utilizzato spesso per dare struttura e colore anche ad altri vini per il suo aroma intenso e i suoi riflessi accesi. E’ un vino particolarmente corposo, con un’ottima persistenza, specialmente se lasciato molto ad invecchiare.

Nebbiolo

E’ considerato uno dei vitigni autoctoni più antichi ed uno dei più ricercati. Conosciuto in tutto il mondo anche grazie ad iniziative volte a rafforzarne l’identità come la creazione nel 1926 del Consorzio per la difesa dei vini Barolo e Barbaresco. Oggi il Nebbiolo è conosciuto in tutto il mondo per dar vita ad alcuni tra i più grandi vini rossi italiani.

Appartiene al Piemonte e la sua coltivazione richiede grandi cure e molte attenzioni. Le uve maturano in tardo autunno e danno vita a due grandi vini come il Barbaresco e il Barolo ma anche altri noti vini piemontesi. Sono vini ricchi di tannini che vengono però ammorbiditi al punto giusto, di polifenoli e zuccheri.

Sangiovese

Il Sangiovese si può coltivare a diverse altitudini ed è un vitigno che assicura una produzione regolare. Il vino che si ottiene è corposo e con un aroma intenso nel quale si percepiscono note fruttate e floreali. Il suo colore può variare dal granata al rosso intenso fino a presentare sfumature aranciate con l’invecchiamento. E’ il vitigno più diffuso in Italia e ci sono molte curiosità legate a questo vino che che riguardano l’origine del nome, la disputa su quale territorio possa vantare della sua orgine e quali sono i vini più importanti che se ne ricavano.

Barbera

Un altro dei vitigni più coltivati in Italia è la Barbera, dalla quale si ottengono vini molti corposi e tannici, ricchi anche di acidità. La regione dedita alla produzione di Barbera per eccellenza è il Piemonte, tanto che qui esistono ben 3 DOC differenti. Ma la Barbera viene prodotta in molte altre regioni settentrionali, nelle quali si dividono altre 4 DOC ed è proprio di questi giorni la notizia che sono stati aggiunti 150 ettari di vigneti con idoneità alla rivendicazione della docg Barbera d’Asti.

Merlot

E’ uno dei vitigni più coltivati in Italia, pur avendo origini francesi. Dalle sue uve si ottengono vini dal sapore corposo e allo stesso tempo morbido. Il Merlot ha un colore molto acceso e l’aroma è fruttato. Si utilizza moltissimo per gli uvaggi, ed è da questo vitigno che si produce il Cabernet.

Vitigni a bacca bianca

I vitigni italiani a bacca bianca sono altrettanto numerosi e rappresentano una fetta importante della produzione vitivinicola del Bel Paese. Vediamo i più coltivati e i più famosi.

Trebbiano

Il trebbiano è un vino dal colore paglierino, di media corposità e fresco al palato. Non risulta particolarmente intenso quanto a profumo anche se detiene una certa acidità che ne favorisce l’appassimento. Ottima la produzione che di norma è regolare e abbondante, con la maturazione delle uve in autunno avanzato.

Verdicchio

Tipico delle zone marchigiane, il Verdicchio si coltiva prevalentemente sulle colline appenniniche ed è un vino caratterizzato da un colore paglierino che assume riflessi verdognoli.  Il vino appare corposo e fresco al palato e rilascia aromi fruttati in cui prevalgono le mandorle amare. E’ un vitigno utilizzato anche per produrre passiti e spumanti.

Malvasia

La Malvasia è un vitigno con una maturazione piuttosto tardiva e un colore giallo paglierino. Ha una buona sapidità, è aromatico e ha un grado di acidità altrettanto apprezzato. Esistono molti vitigni conosciuti con il nome di Malvasia, tutti caratterizzati da elementi comuni che li rendono perfetti per produrre passiti e spumanti. Con la Malvasia si produce anche il Vin Santo.

Moscato Bianco

Il Moscato Bianco è un vitigno molto resistente che non soffre la siccità e una volta maturata la sua uva risulta particolarmente dolce e zuccherina. Garantisce una produttività regolare e il vino è utilizzato per la creazione di spumanti e di passiti. Il colore giallo paglierino si accompagna ad un grande aroma che si percepisce immediatamente.

Glera

Il Glera è il nome del vitigno che si utilizza per produrre il famoso prosecco. Tipico del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, è un vitigno autoctono coltivato su terreni collinari. Il vino che si produce è diventato un simbolo delle produzioni vinicole italiane nel mondo. Ha un perlage intenso e un colore altrettanto marcato. Risulta fresco al palato e sprigiona aromi floreali e fruttati.

Conclusione

Questi sono soltanto alcuni dei vitigni più diffusi ma il patrimonio italiano in fatto di biodiversità vitivinicola è davvero ricco e variegato. Qui è impossibile citare tutte le eccellenze che abbiamo, basta pensare che il 75% del terreno coltivato a vite è ricoperto dagli 80 vitigni più diffusi.